Eolico

WIND ENERGY REPORT – Luglio 2012
L’Italia è uno dei paesi più promettenti per lo sviluppo dell’energia eolica. L’Ewea (European Wind Energy Association) posiziona infatti il nostro paese al terzo posto per nuova capacità installata nel 2010. Nel 1999 in Italia la capacità totale di energia eolica era di soli 282 MW e nel 2004 di 1265. Poi, in un crescendo ininterrotto, è arrivata nel 2010 a circa 5.800 MW. Abbastanza buone appaiono anche le prospettive per il futuro.

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Il progetto di ricerca “Wind Energy Report – Giugno 2012” si pone i seguenti macro-obiettivi:
- individuare, analizzare e valutare i trend tecnologici esistenti e le soluzioni innovative in via di sviluppo nel campo della produzione di energia da fonte eolica con particolare attenzione agli aspetti di fattibilità tecnico-economica e all’evoluzione delle potenzialità applicative;
- identificare e censire i soggetti coinvolti nella “filiera” italiana dell’energia eolica, valutandone in particolare le strategie competitive e i business model, i driver di valore e la sostenibilità alla luce della configurazione di “filiera” attesa nel futuro;
- censire e analizzare gli impianti eolici esistenti sul territorio italiano, con l’obiettivo di valutarne le forme di impiego e di coesistenza con i sistemi energetici cittadini (calore ed energia elettrica) e i modelli di integrazione con le esigenze delle comunità locali;
- delineare, interpretare e stimare la dinamica e l’articolazione della domanda nei diversi ambiti applicativi;
- definire e comparare le principali tendenze in atto in ambito normativo, con particolare attenzione ai meccanismi di regolazione e ai sistemi di incentivazione, e misurarne gli impatti attuali e attesi sui diversi soggetti che compongono la “filiera”.

I cinque macro-obiettivi sopra descritti rispondono alle esigenze di una pluralità di soggetti, fra i quali:
- i produttori di tecnologie e soluzioni di efficienza energetica che hanno interesse a comprendere su quali alternative e/o campi di applicazione concentrare gli sforzi di investimento;
- gli operatori finanziari (siano essi di natura pubblica o privata) la cui priorità è quella di identificare le più promettenti iniziative su cui investire i loro capitali;
- gli operatori delle filiere interessati a comprendere le dinamiche in atto e l’evoluzione attesa delle relazioni con gli altri soggetti coinvolti;
- le associazioni industriali e di categoria che hanno un naturale interesse a identificare potenziali partner;
- i policy maker, le comunità locali e i soggetti istituzionali, che hanno interesse a valutare l’impatto delle loro politiche – ad esempio in merito alla regolamentazione edilizia – sia in considerazione delle esigenze delle comunità locali, sia rispetto alle scelte strategiche degli operatori della filiera.