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· L’incentivazione delle biomasse con il sistema dei Certificati Verdi
· Testo integrato delle modalità e delle condizioni tecnico-economiche per lo scambio sul posto
· Produzione di energia da biomasse di origine vegetale
Q. Cos’è la bioenergia?
A. La bioenergia è qualsiasi forma di energia utile ottenuta dai biocombustibili. L’insieme dei biocombustibili è ottenuto da diversi tipi di biomasse, che rappresentano la più consistente tra le fonti di energia rinnovabile anche se esistono molteplici difficoltà di impiego dovute all’ampiezza e all’articolazione delle fasi che costituiscono le singole filiere.
Q. Come ottenere energia dalle biomasse?
A. Le tecnologie per ottenere energia dai vari tipi di biomasse sono naturalmente diversi e diversi sono anche i prodotti energetici che si ottengono. Ad esempio, se un materiale ha molto carbonio (C) e poca acqua (H2O), è adatto per essere bruciato per ottenere calore o elettricità; se, viceversa, ha molto azoto (N) ed è molto umido, può essere sottoposto ad un processo biochimico che trasforma le molecole organiche in metano ed anidride carbonica. In sintesi, i processi di conversione in energia delle biomasse possono essere ricondotti a due grandi categorie: processi termochimici e processi biochimici.
Q. Come funziona un processo termochimico?
A. I processi di conversione termochimica sono basati sull'azione del calore che permette le reazioni chimiche necessarie a trasformare la materia in energia e sono utilizzabili per i prodotti ed i residui cellulosici e legnosi in cui il rapporto C/N abbia valori superiori a 30 ed il contenuto di umidità non superi il 30%. Le biomasse più adatte a subire processi di conversione termochimica sono la legna e tutti i suoi derivati (segatura, trucioli, ecc.), i più comuni sottoprodotti colturali di tipo ligno-cellulosico (paglia di cereali, residui di potatura della vite e dei fruttiferi, ecc.) e taluni scarti di lavorazione (lolla, pula, gusci, noccioli, ecc.).
Q. Come funziona un processo biochimico?
A. I processi di conversione biochimica permettono di ricavare energia per reazione chimica dovuta al contributo di enzimi, funghi e micro-organismi, che si formano nella biomassa sotto particolari condizioni, e vengono impiegati per quelle biomasse in cui il rapporto C/N sia inferiore a 30 e l'umidità alla raccolta superiore al 30%. Risultano idonei alla conversione biochimica le colture acquatiche, alcuni sottoprodotti colturali (foglie e steli di barbabietola, ortive, patata, ecc.), i reflui zootecnici e alcuni scarti di lavorazione (borlande, acqua di vegetazione, ecc.), nonché alcune tipologie di reflui urbani ed industriali.
Q. Quali prospettive per le biomasse in Italia?
A. Uno studio condotto dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), assieme ad ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente) e Università degli Studi di Roma 'La Sapienza' CIRPS (Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile) ha reso noto che da biomasse si potrebbero ottenere 3.360.000 tonnellate di idrogeno all'anno, equivalenti a circa 100.000 GWh di energia elettrica, come dire che da sole le biomasse potrebbero soddisfare il 50% del fabbisogno di energia elettrica o il 30-40% del fabbisogno di combustibili e carburanti.
Q. Cosa sono i biocarburanti?
A. Sono carburanti derivati soprattutto da vegetali appena raccolti. I biofuel per auto trasporto sono sempre più utilizzati in tutto il mondo in alternativa ai derivati del petrolio. I biocarburanti sono essenzialmente due: etanolo e biodisel.
Q. Cos’è l’etanolo?
A. L’etanolo, o alcool etilico, si produce da canna da zucchero, barbabietola, sorgo, mais ( ma anche frumento, orzo e segale), melassa, vino e residui della vinificazione e viene aggiunto alla benzina. L’etanolo è prodotto quasi interamente da Stati Uniti (dal mais) e Brasile (canna da zucchero), che insieme rappresentano quasi il 90% della produzione mondiale, pari in tutto a circa 50 miliardi di litri nel 2007.
Q. Cos’è il biodisel?
A. Il biodisel viene invece ricavato dalle piante che producono oli, come palma, soia, colza, alga (è incorso di sperimentazione la produzione da jatropa, una pianta tropicale che cresce su terreni semi aridi e da olii di frittura esausti). La produzione mondiale di biodisel, in tutto 8 milioni di tonnellate nel 2007, deriva da colza per il 55% e per il 35% dall’olio di soia. Il principale produttore è l’unione europea (4,5 milioni di produzione e 9 milioni di capacità produttiva), che utilizza soprattutto colza.
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