Industria ed ESCo: un disallineamento strutturale tra domanda e offerta
03/09/2026
Il rapporto tra industria ed ESCO
Nel dibattito sull’efficienza energetica industriale, il ruolo delle ESCo potrebbe essere centrale, ma è ancora poco compreso e pienamente valorizzato.
Il comparto industriale rappresenta infatti un cliente di primaria importanza per le ESCo e per gli operatori dell’efficienza energetica. Circa un terzo delle imprese associate ad Assoesco genera oltre l’80% dei propri ricavi da attività legate alla transizione energetica proprio dal settore industriale (Energy & Strategy, 2024).
La collaborazione tra industria ed ESCo si basa sulla complementarità dei ruoli:
- per le imprese industriali, le ESCo possono offrire competenze specialistiche, supporto tecnico e soluzioni finanziarie;
per le ESCo, l’industria rappresenta il segmento con il maggiore potenziale di volumi e continuità progettuale.
Tuttavia, la maggior parte del fatturato delle ESCo continua a derivare da attività “upstream”, come studi di fattibilità, progettazione e consulenza, più che da interventi operativi realizzati direttamente sul campo.
A che punto siamo in Italia?
Le evidenze emerse dai sondaggi condotti dall’Osservatorio Energy Efficiency 2025 di Energy & Strategy su imprese industriali ed ESCo, restituiscono alcune indicazioni chiave.
Dal lato delle imprese industriali, quasi la metà implementa misure di efficienza energetica tramite l’acquisto diretto delle tecnologie, senza il coinvolgimento di intermediari. Il servizio “chiavi in mano” è adottato dal 23% delle aziende, mentre sono ancora marginali modelli più evoluti come i contratti EPC e il servizio energia.
Dal lato delle ESCo, il quadro è parzialmente diverso. I contratti di consulenza e i progetti chiavi in mano sono riconosciuti come le modalità con maggiore impatto sul fatturato, seguiti dai contratti a garanzia di risultato e dagli EPC con rischio in capo alla ESCo.
Dall’analisi emerge un disallineamento strutturale tra i modelli su cui le ESCo costruiscono valore e quelli effettivamente adottati dalle imprese industriali. Nel complesso, i dati suggeriscono che:
l’industria continua a privilegiare approcci autonomi e investimenti diretti;
i modelli contrattuali più evoluti faticano a diffondersi;
il servizio energia rimane marginale per entrambe le parti.
Un quadro che evidenzia ampi margini di sviluppo, ma anche la necessità di lavorare su fiducia, chiarezza contrattuale e condivisione del rischio.
Il contributo dell’Osservatorio Energy Efficiency & Green Building
Il ciclo di attività dell’Osservatorio 2026 ha approfondito il rapporto tra industria ed ESCo per comprendere come questa relazione possa assumere un ruolo centrale nella transizione energetica del manifatturiero italiano. In particolare, le analisi si sono concentrate su:
- modelli contrattuali adottati e percepiti come più efficaci;
- barriere alla diffusione di EPC e servizi a prestazione garantita;
- ruolo del finanziamento negli interventi di efficienza;
- casi di collaborazione di successo;
- impatti economici e ambientali misurabili.
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