L’Emissions Trading System e il suo ruolo per la decarbonizzazione

04/09/2026

Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2026

L’Emissions Trading System e il suo ruolo per la decarbonizzazione 

L’Emission Trading System è il principale strumento dell’UE per ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG). Il meccanismo si basa sul principio del “cap and trade”:

1. CAP: si impone un tetto di emissioni decrescente negli anni per i settori:

Cap - meccanismo cap and trade

2. TRADE: in questo sistema, le emissioni hanno un prezzo determinato dal mercato che dovrebbe incentivare le imprese a ridurle attraverso investimenti in soluzioni di decarbonizzazione.

Trade - meccanismo cap and trade

Gli effetti dell'ETS sulle emissioni e sul prezzo delle quote

Dopo vent'anni dall'introduzione, l’ETS ha contribuito a ridurre le emissioni nella generazione di energia e nella produzione industriale del 51% circa(1). Il prezzo delle emissioni è invece più che raddoppiato in 20 anni, raggiungendo una media di 73,4 €/tCO2,eq nel 2025(2).

Il repentino incremento di prezzo si è osservato soprattutto nel passaggio dalla fase 3 (2013-2020) alla fase 4 (2021-2030), a causa di un tetto alle emissioni più stringente e della riforma della riserva stabilizzatrice del mercato (MSR).

Emissioni e prezzo delle emissioni (2005-2025)


(1) Il perimetro considerato è quello dei 27 Paesi dell’UE a cui si aggiunge il settore energetico dell’Irlanda del Nord, aggiustato per la stima di emissioni che permette di correggere lo scope attuale rispetto a quello del 2005. Fonte: EEA.

(2) Sono stati considerati i prezzi medi delle quote messe all'asta. Fonti: EEA, EEX.

Se da una parte l’onere posto sulle emissioni ha prodotto avanzamenti nella decarbonizzazione dell’industria europea, dall’altra ha contribuito ad aumentare il costo della produzione per alcuni settori industriali.

Un’indicazione è data dall’andamento tra il 2015 e il 2024 del coverage ratio(3) per le aziende nei settori industriali nel perimetro dell’ETS.

La sua netta riduzione tra la fase 3 e la fase 4, soprattutto per i settori che beneficiavano di una situazione di sovrallocazione (ratio maggiore di 1), ha portato sempre più imprese ad acquistare i permessi di emissione sul mercato, contribuendo al conseguente aumento dei prezzi osservato dopo il 2020. 

Distribuzione del coverage ratio per le aziende dei principali settori industriali nell'ETS nel 2015 e nel 2024

(3) rapporto tra emissioni allocate gratuitamente ed emissioni verificate per i settori industriali nel perimetro dell’ETS.

 Gli sviluppi attesi dell’ETS 

È attesa per venerdì 17 luglio la pubblicazione della proposta di revisione dell’ETS da parte della Commissione Europea, che riguarderà diversi temi rilevanti:
  • l’inclusione di altri settori nel perimetro dell’ETS;
  • il collegamento dell’EU ETS con meccanismi internazionali di scambio delle quote di emissione;
  • la valutazione del carbon leakage nei settori non coperti dalCBAM;
  • una revisione della Market Stability Reserve.

Il contributo dell’Outlook Carbon Markets

La revisione dell’ETS sarà uno dei principali oggetti di discussione nel settore energetico e manifatturiero per i prossimi mesi. La sua evoluzione inciderà sulla competitività delle imprese europee, ma potrebbe offrire opportunità di collaborazione all’interno dei cluster industriali.

Nell’ambito del Carbon Markets Outlook analizzeremo la proposta di revisione con l’obiettivo di comprendere le principali implicazioni per l’industria italiana e inoltre approfondiremo:
  • le implicazioni economico-manageriali del meccanismo ETS sulle imprese italiane;
  • le performance economiche e ambientali delle imprese italiane soggette all’ETS, fornendo dei benchmark di settore.
I risultati verranno presentati durante il convegno di divulgazione dell’Outlook, che si terrà il 2 dicembre 2026 presso il Politecnico di Milano. Riserva il tuo posto.